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  • Chat GPT: rischi, problemi e vantaggi nel settore della traduzione.

    Prima di iniziare a scrivere questo articolo, mi chiedevo se non fosse già un pò tardi per parlare di Chat GPT dopo la febbre mediatica che ha scatenato nelle ultime settimane. A dire il vero non ho mai amato esprimermi sui temi del momento, quando ero più giovane ad esempio non andavo mai a vedere un film appena uscito al cinema perché non volevo essere influenzata dall’opinione altrui. Ho sempre cercato di vedere le cose con i miei occhi, prendendomi il tempo che ritenevo opportuno.

    Sebbene m’impegni sempre ad avere uno sguardo critico verso qualsiasi evento, in questo caso sono consapevole che siamo ancora molto lontani dal comprendere l’universo dell’intelligenza artificiale, o meglio, dal capire effettivamente quali sono gli effetti reali sulla vita umana. Tuttavia, non è necessario essere un esperto per riuscire a vedere la velocità con la quale si sta sviluppando e sta allargando i suoi confini d’azione negli ultimi anni. Così veloce da far si che un centinaio di importanti esperti dell’IA, imprenditori tecnologici e scienziati, tra cui Elon Musk, firmassero una lettera aperta pubblicata dal Future for Life Institute la scorsa settimana, chiedendo di mettere in pausa lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie IA più potenti del modello linguistico Chat GPT-4 di OpenAI, in modo tale da poter studiare adeguatamente i rischi sociali che potrebbero comportare.

    Il documento avverte che i modelli linguistici come quello di Chat GPT-4 possono già competere con gli esseri umani in una gamma crescente di compiti e potrebbero essere utilizzati per automatizzare determinati lavori e diffondere la disinformazione. La lettera sottolinea anche esiste la lontana prospettiva che questi sistemi di IA potrebbero non solo sostituire gli esseri umani ma addirittura rimodellare la civiltà umana.

    Il progresso delle tecnologie IA intensifica la simbiosi tra la realtà umana e quella delle macchine. Loro precursori sono stati la macchina fotografica, il grammofono e la macchina da scrivere, strumenti che appartengono alla famiglia delle tecnologie dell’intelligenza. Sono così chiamate perché aumentano le nostre capacità di vedere, udire e scrivere, ovvero ampliano le nostre capacità cognitive, che più tardi i computer avrebbero portato a livelli ancora più alti: diversamente dalle prime che potenziavano le nostre capacità sensoriali, i computer ci permettono di espandere quelle mentali.

    A questo punto la domanda che ricorre tra i colleghi traduttori e persino tra gli interpreti è: il nostro lavoro diventerà obsoleto?

    Gli effetti della ChatGPT sul settore della traduzione

    ChatGPT afferma che “avrà un impatto significativo sull’industria della traduzione”. Uno dei potenziali vantaggi di ChatGPT per il settore della traduzione è la riduzione dei tempi e dei costi, che consente ai traduttori di lavorare in modo più efficace e più veloce, mantenendo alti livelli di qualità delle traduzioni. Eppure c’è ancora tanta strada da fare.

    Non si può negare che i contenuti prodotti da questa tecnologia, a fronte degli innumerevoli esempi di richieste sul web, hanno una buona leggibilità e sembrerebbero anche credibili. Tuttavia dal momento in cui si approfondisce, si scoprono alcune lacune che richiedono ulteriori competenze per essere colmate. Perciò noi traduttori, almeno per ora, non saremo sostituiti. Ma forse rispetto a questo tema il pericolo della scomparsa di alcuni tipi di lavoro è solo la punta dell’iceberg.

    I veri pericoli dell’IA

    Ci sono altri pericoli che riguardano ogni settore e, soprattutto, tutti noi. In primis, la questione della privacy e anche la creazione delle fake news, con l’aumento della circolazione di informazioni non corrette. Lo scorso 20 marzo, a causa di un problema tecnico della piattaforma, per un periodo sono stati visibili la cronologia delle domande degli utenti ed i loro dati personali, ed anche alcuni dettagli sui metodi di pagamento usati per l’abbonamento a Chat GPT Plus. L’accaduto ha fatto si che l’Open AI sospendesse l’accesso al servizio Chat GPT in Italia, dopo lo stop del garante della privacy.

    Un altro scenario possibile potrebbe essere quello di vedere il mercato di copie non autorizzate fiorire, con rischi diretti legati al copyright e addirittura alla cybersicurezza. Inoltre, la rapida maturazione dei sistemi di modelli linguistici potrebbe favorire la produzione di fake news, alimentando la manipolazione dell’informazione e di pari passo il problema già esistente dei profili falsi nei social media.

    Ci sarebbe ancora tanto da dire su Chat GPT e ancora se ne discuterà tanto nei prossimi mesi. Che sia uno strumento con un ottimo potenziale di cui potranno usufruire diversi settori e professionisti come noi, non ne ho alcun dubbio. Tuttavia, non avrei altrettanto nessun dubbio sul fatto che bisognerebbe innanzitutto imparare a usarlo correttamente e che i governi stabiliscano dei limiti e delle regole attraverso la creazione di legge apposite. Il progresso non può essere fermato, ma deve essere gestito.

    Perciò, la partita è ancora tutta da giocare.

  • Il portoghese è utile per il business?

    Se vi chiedessi di stilare un elenco di lingue utili per gli affari, sono sicura che il portoghese non sarebbe la prima lingua a cui pensereste. Tuttavia, sarebbe difficile trovare un’altra lingua così rilevante nell’attuale contesto politico e economico e, allo stesso tempo, in così forte crescita.

    In questo testo vi spiegherò perché i Paesi di lingua portoghese stanno diventando una grande potenza economica e perché dovreste prendere seriamente in considerazione l’idea di imparare il portoghese per il mondo del business.

    Una lingua importante in tutti i continenti

    Dire che il portoghese è importante per gli affari internazionali è un eufemismo. Sebbene sia facile ridurre la portata culturale ed economica di questa lingua alla penisola iberica, in realtà ci si dimentica che si tratta di una grande potenza che ha trasformato il mondo degli affari in America Latina e in Africa e che attualmente sta guadagnando terreno anche in Asia.

    Il portoghese in America Latina

    Affermare che il Brasile sia un’economia in via di sviluppo appartiene ormai al passato. Oggi questo Paese ha da offrire molto di più che splendide spiagge e una cultura vivace. Il Brasile è la più grande economia dell’America Latina e uno dei centri d’affari più importanti del continente.

    Innanzitutto, il Brasile è un partner commerciale fondamentale sia per la Cina che per l’Unione Europea  e questo ha spinto il Paese a superare Regno Unito, Italia e Francia in termini di valore del  PIL.

    Negli ultimi decenni il Paese ha dimostrato un’incredibile leadership nei principali settori industriali, quello automobilistico, siderurgico, chimico e quello dei beni di consumo. Ma non è tutto. I settori dell’energia, dell’agricoltura, dell’estrazione mineraria e del turismo sono una delle principali forze trainanti del Brasile.

    Il portoghese in Africa

    Quando dico che il portoghese può portarvi ovunque, non è una esagerazione. Anche se pochi lo sanno, il portoghese è la lingua ufficiale di sei Paesi africani: Angola, Guinea-Bissau, Mozambico, São Tomé e Príncipe e Guinea Equatoriale e può essere parlato anche nella maggior parte dei Paesi dell’Africa meridionale. Secondo un rapporto del 2021 di Statista, si stima che 15 milioni di persone che parlano il portoghese come prima lingua siano distribuite in Africa, mentre il numero totale di parlanti del portoghese in questo continente è di oltre 41,5 milioni.

    Grazie alle recenti riforme economiche, come la creazione dell’Area di Libero Scambio Continentale Africana, all’espansione della classe media e alla diversità geografica, i territori africani di lingua portoghese stanno diventando una meta per imprenditori e investitori. Inoltre, nuove politiche come il Lusophone Africa Development Finance Compact ha aumentato la fiducia degli investitori.

    Il portoghese in Europa

    Oltre a essere uno dei Paesi più sicuri nonché tranquilli d’Europa, il Portogallo vanta uno degli standard di vita più elevati al mondo. Il paese ha anche una forza lavoro tra le più convenienti del continente, il che, in termini di investimenti, significa che avviare un’attività in Portogallo non costerà molto. Con un’economia fiorente che cresce al ritmo dell’1% all’anno, investire in Portogallo è una delle decisioni più sagge che possiate prendere.

    Il Portogallo è anche un ottimo esempio di come sia possibile riprendersi da una recessione e uscirne più forti di prima, con la finanza, le telecomunicazioni, i servizi, l’agricoltura e la pesca che vanno a gonfie vele. Oggi il Portogallo è considerato un centro d’affari altamente sviluppato e dinamico, che si trova comodamente nel cuore dell’Unione Europea e riesce a rafforzare la sua posizione ogni anno.

    Il portoghese in Asia

    Sebbene il portoghese non sia affatto una delle lingue più popolari in Asia, non è nemmeno così marginale come si potrebbe pensare. Il portoghese è parlato in Asia dalle comunità brasiliane in Giapponeafro-asiatiche e luso-asiatiche. È presente anche nei territori che un tempo erano colonie portoghesi, come Macao e Timor Est, dove la lingua ha uno status ufficiale. In Indonesia, Larantuka e, soprattutto, in India, il portoghese ha una connotazione religiosa. Secondo l’associazione luso-indiana Damanese, nel territorio ci sono tra 10-12.000 persone che parlano la lingua portoghese.

    Quindi, il portoghese è utile per gli affari?

    Molto più di una semplice lingua utile per gli affari, il portoghese è la chiave del successo commerciale in Sud America, Africa e persino in alcune zone dell’Asia. Essendo l’unica lingua ufficiale in due dei paesi più prosperi dei rispettivi continenti e una seconda lingua praticamente in tutti i continenti, il portoghese è una grande risorsa per qualsiasi imprenditore o professionista che pensi di investire in un’attività o di trovare un lavoro all’estero.

  • Il mestiere del traduttore e la traduzione automatica

    traduzione automatica

    In un articolo scritto in precedenza sul blog, abbiamo visto che il portoghese è la quinta lingua tra le dieci più utilizzate dagli utenti di Internet nel mondo, dietro solo a lingue colossali come l’inglese, il cinese, lo spagnolo e l’arabo. Per quanto riguarda i siti web, il portoghese occupa la settima posizione. Occorre, inoltre, ricordare che nel mondo ci sono poco più di 270 milioni di parlanti portoghesi, di cui circa 11 milioni sono nativi portoghesi, mentre 210 milioni sono brasiliani e più di 60 milioni originari degli altri Paesi lusofoni distribuiti tra Africa e Asia.

    Da questi dati possiamo concludere che la maggior parte dei siti esistenti sul web in lingua portoghese hanno un’estensione di dominio “com.br e che, di conseguenza, la predominanza del portoghese brasiliano si riflette anche negli strumenti di traduzione automatica online, come il Google Translate. Di solito, uso questo strumento come traduttore di parole isolate che spesso possono suscitare molti dubbi e che devo confrontare con altre fonti. Ho notato che in qualsiasi traduzione dall’inglese al portoghese il risultato è un misto di portoghese europeo e brasiliano sia nell’ortografia, sia nel vocabolario e nella grammatica, ma che in ogni caso viene sempre privilegiata la variante brasiliana.

    Sebbene Google Translate sia notevolmente migliorato in diverse combinazioni linguistiche, tra cui l’inglese-portoghese e viceversa, c’è ancora molto da fare. Un problema serio di Google Translate è che non vengono rilevati gli errori di battitura nel testo di partenza e questo non evita di fornire una traduzione scadente o completamente errata. Un altro fattore critico è l’incapacità di individuare le differenze culturali, che non mancano nel mondo lusofono. In questo caso, il lavoro del traduttore è più che necessario, poiché evitare un disastro diplomatico è ancora uno dei nostri compiti principali quando traduciamo!

    Un ottimo e più recente strumento è Deepl, che ha migliorato notevolmente la qualità della traduzione automatica. Questa risorsa, che si avvale di una traduzione automatica neurale (NMT), garantisce un’accuratezza 6 volte superiore a quella di altri traduttori automatici. Deepl è in grado di riconoscere alcune sfumature, modi di dire (non sempre!) e, soprattutto, di ignorare gli errori di battitura, “indovinando” ciò che avrebbe dovuto essere scritto. Inoltre, nel caso del portoghese, permette di scegliere tra quello europeo e quello brasiliano. Ma… C’è sempre un però.

    In base alla mia esperienza, mi sono resa conto che Deepl ci fornisce ancora un mix lessicale e grammaticale tra le due varianti, mentre, per quanto riguarda l’aspetto ortografico, ignora completamente l’accordo ortografico del 2009. Cioè, per Deepl, “electricidade” (elettricità in italiano) sta per il portoghese europeo e “eletricidade” per quello brasiliano, sebbene sia noto che, dopo l’accordo ortografico, quella lettera “c” `in più nella variante europea è decaduta ortograficamente, poiché non viene pronunciata. Preferisco, però, chiudere qui questa parentesi, perché si tratta di un capitolo spinoso e polemico della nostra lingua, tenendo presente anche che l’accordo ortografico è solo un accordo e non una legge da rispettare.

    Ci sono anche alcune imprecisioni nell’uso del pronome “você” e del gerundio (usi completamente diversi tra Brasile e Portogallo), oltre a problemi legati al lessico; ad esempio, in una traduzione dall’italiano al portoghese, Deepl ha insistito nella soluzione “guarda-chuva” (ombrello) come traduzione di “ombrellone”, quando quella corretta sarebbe “guarda-sol“.

    Tuttavia, nonostante i progressi e i miglioramenti raggiunti negli ultimi anni dai traduttori automatici disponibili sul mercato, possiamo affermare che essi non possono ancora sostituire il lavoro di un traduttore. Un traduttore madrelingua è essenziale per individuare gli errori e le imprecisioni che possono emergere da una traduzione automatica. È colui che identifica un aspetto culturale, un nuovo modo di dire, una sfumatura linguistica mirata alla comunicazione e riconosce anche le regole grammaticali e sintattiche in frasi più complesse. Il traduttore è ancora il miglior localizzatore, una bussola per le parole, che aiuta a costruire i ponti e le vie della comunicazione efficace.

  • I vantaggi e gli svantaggi di essere un traduttore freelance

    Freelance. Sembra il lavoro dei sogni, giusto? Nessun capo, nessun orario, o un ufficio dove andare tutti i giorni. In parte è vero, ma sarebbe meglio guardare oltre le apparenze. Come ogni cosa nella vita, anche il freelance ha i suoi alti e bassi. Ha vantaggi e svantaggi. Se siete del settore, sapete cosa intendo. Ma se questo è un mondo del tutto nuovo e se siete un po’ indecisi… Vi consiglio di leggere prima questo articolo!

    I vantaggi di essere un libero professionista

    Libertà di scelta (una volta che si hanno un certo numero di clienti stabili): Se non avete voglia di passare tre giorni a tradurre un testo pesante o addirittura noioso, potete optare per un altro lavoro più interessante. Tenete conto, però, che è sempre meglio essere onesti con i clienti nel momento in cui vi inviano lavori che non rientrano nelle vostre aree di competenza. Inoltre, considerate anche se un cliente ha bisogno di un lavoro urgente potrebbe essere flessibile in termini di scadenze e che, dunque, c’è sempre un margine di negoziazione.

    Potete anche scegliere quante ore desiderate dedicare al lavoro. Alcuni preferiscono lavorare 20 ore a settimana, altri potrebbero decidere di lavorare 60 oppure rimanere su una via di mezzo. La scelta è vostra. Potete anche fare 60 ore una settimana e 20 la successiva. L’importante è saper gestire il proprio tempo in modo efficace e portare a termine il lavoro.

    Stile di vita: a chi non piacerebbe l’idea di poter lavorare ovunque e in qualsiasi momento? Questo è un altro vantaggio del freelance. Se siete tipi mattinieri, potete iniziare a lavorare presto. Se, invece, tendete a concentrarvi di più di notte, potete lavorare anche in quel momento. Nella maggior parte dei casi, avrete la possibilità di lavorare ovunque vogliate. Se vi piace stare all’aria aperta, potete cercare un bar con wi-fi e godere di una bella colazione, mentre traducete il vostro testo. Preferite stare tranquilli in pigiama a casa? Nessun problema, il vostro divano potrebbe essere il vostro ufficio. Se, però, da un lato è possibile lavorare pressoché ovunque, ad esempio al mare o in viaggio, dall’altro bisogna stare attenti a non trasformare le vacanze o i momenti di svago in lavoro! È importantissimo saper gestire il proprio tempo!

    Scappare della routine: come dipendenti, di solito dovete mettere la sveglia sempre alla stessa ora, vestirvi e andare al lavoro ogni mattina, con il rischio di rimanere bloccati nel traffico durante il tragitto. Quando si lavora come freelance, invece, non si deve affrontare nulla di tutto ciò… Almeno nella maggior parte dei casi, ovviamente. Quindi, non solo si risparmia un po’ di stanchezza, ma anche tempo e denaro. Oggigiorno non dover mettere benzina spesso è un grande vantaggio!

    Inoltre, ogni giorno è diverso dall’altro, e potrete imparare cose nuove. Non solo nuove parole, sia nella lingua di partenza che e in quella di arrivo, ma anche nuove conoscenze sugli argomenti sui quali state lavorando, poiché avrete diversi clienti.

    Gli svantaggi…

    Gestire le finanze: Non so se chiamarlo “incubo” o semplicemente “realtà”. Tutti noi abbiamo bollette da pagare, cibo da mettere in tavola, ma anche tempo da dedicare al divertimento. All’inizio, quando non abbiamo tanta esperienza, può succedere di lavorare senza poi essere pagati. Può capitare anche di essere sottopagati o venir pagati in ritardo. In qualità di freelance, è necessario elaborare il proprio budget. Alcuni clienti vi pagheranno immediatamente, altri settimanalmente, mensilmente o addirittura trimestralmente. È bene instaurare rapporti trasparenti con i clienti, firmare con loro dei contratti e concordare le scadenze di consegna e di pagamento. In questo modo, saprete quando i soldi arriveranno sul vostro conto ed entrambe le parti saranno tutelate.

    Trovare i clienti: L’altro incubo di ogni freelance è avere un buon portafoglio di clienti, in quanto garantisce continuità alla nostra occupazione e, di conseguenza, ai nostri guadagni. Allo stesso tempo, sarebbe importante trovare clienti di alta qualità, ricorrenti e fidati. Spesso, sarete in competizione con persone disposte a lavorare per la metà delle vostre tariffe. Perciò cercate di lavorare con clienti che riconoscono il vostro valore e sono disposti a retribuirlo.

    Un’alternativa sarebbe lavorare con le agenzie; però, le scadenze possono essere strette, quindi bisogna di volta in volta capire subito se vale la pena accettare il lavoro offerto. Alcune agenzie offrono tariffe piuttosto basse e non sono disposte a cambiarle. Tuttavia, una volta instaurato un buon rapporto di lavoro, è spesso possibile aumentare le tariffe e adeguare i termini di pagamento.

    La gestione del tempo: Spesso vi troverete a gestire richieste di più clienti contemporaneamente. E quando nessuno vi controlla, vi accorgerete di quanto sia facile distrarsi. Ad esempio, se lavorate da casa, il telefono che squilla, la TV, gli aggiornamenti dei social media vi assilleranno continuamente. Poi ci sono i rumori e le distrazioni delle persone intorno a voi. Insomma, per avere successo in questo gioco, dovete stare attenti a concentrarvi e organizzarvi.

  • L’importanza di conoscere l’oratore nell’interpretariato

    Quando si pensa all’interpretazione simultanea è inevitabile che la prima cosa che venga in mente siano le capacità linguistiche oppure l’aspetto tecnico acquisito nel percorso formativo. Noi del mestiere sappiamo bene che avere la padronanza di due o più lingue è una premessa per svolgere questo lavoro, ma questa qualità isolata non fa di nessuno un interprete perché, se non viene affiancata da una buona tecnica, può, a volte, servire a ben poco. Sebbene questa accoppiata potrebbe dare risultati buoni alla nostra performance, esistono ancora due fattori che possono non soltanto migliorare la nostra resa, ma anche essere un aiuto valido nel momento in cui siamo in cabina.

    Primo fattore: conoscere l’argomento. Non è mai stato un segreto che sia un’utopia pensare di conoscere e saper tradurre tutte le parole di un discorso, è normale che qualcosa si perda nella nostra resa. È proprio qui che la conoscenza, frutto dell’esperienza, e lo studio dell’argomento svolgono un ruolo importantissimo e ci vengono in soccorso.

    Per citare un esempio, una volta ero in cabina in un convegno e uno degli oratori ha iniziato a parlare sul razzismo e, nell’intento di illustrare meglio il suo ragionamento, ha intrapreso un discorso di carattere storico, confrontando la schiavitù negli Stati Uniti e in Brasile e utilizzando moltissime date e nomi. Siccome molte di quelle informazioni le conoscevo, sono riuscita a concentrarmi sul suo discorso, nonostante fosse abbastanza complesso e pieno di informazioni.

    Questo potrebbe essere un esempio estremo, ma ci basterebbe pensare a temi molto frequenti oggigiorno, come la pandemia, la guerra in Ucraina o il cambiamento climatico, per i quali spesso certi termini e dati sono talmente noti e accessibili, che abbiamo la possibilità di conoscerli a memoria.

    Secondo fattore: conoscere l’oratore. Non tutti parlano nello stesso modo, ognuno ha un proprio stile che si riflette nel proprio ritmo del discorso, nella scelta delle parole o persino sulla capacità di organizzare le proprie idee. Alcuni tendono a fare discorsi più lineari, altri utilizzano molti incisi. Ci sono dei discorsi mirati, altri pieni di parabole retoriche, altri abbastanza schematici. Ci sono anche quelli più confusionari o quelli che parlano seguendo l’istinto.

    In questi casi, un ottimo esercizio per creare una certa familiarità con il discorso dell’oratore, laddove ce ne sia la possibilità, è lo shadowing. Conoscere bene l’oratore, nella maggior parte dei casi, può incidere sulla qualità della nostra resa.

    Tornando alla realtà, sappiamo che tante volte, soprattutto per una questione di tempo, è molto difficile riuscire ad avere una preparazione ottimale per un incarico; in tal caso possiamo sempre ricorrere alle tecniche della generalizzazione, della sintesi, oppure della riformulazione, nonché giocare con i décalage.

    Fare l’interprete è considerato uno dei lavori più difficili da svolgere. Formazione continua, buona tecnica, padronanza linguistica, elasticità mentale ed un’informazione costante sono soltanto alcune delle caratteristiche fondamentali per avere successo. Perciò, la cosa migliore è specializzarsi in un settore, per costruire un ottimo bagaglio di conoscenze e consolidare la propria carriera.

  • Il portoghese nel mondo

    paesi lusofoni

    Quando si pensa alla popolarità a livello linguistico è inutile discutere: ormai lo sappiamo tutti che l’inglese e lo spagnolo regnano da molto tempo. Al di là dei madrelingua, queste lingue risultano le scelte primarie per molti, soprattutto se si considera il mondo del lavoro.

    L’inglese è la lingua più parlata nel mondo e totalizza più del triplo di parlanti rispetto al numero dei madrelingua, a differenza del cinese, i cui parlanti sono, attualmente, in maggioranza madrelingua e rappresentano quasi 1 miliardo di persone!

    Tutte queste lingue sopracitate non sono da poco, ma nemmeno il russo, l’arabo, l’hindi e il portoghese lo sono!

    Il portoghese si trova tra le 10 lingue più parlate nel mondo, occupa la quinta posizione se consideriamo solo i parlanti madrelingua e la nona per i parlanti in generale. Si, avete letto bene. Tra tutte le lingue europee, è la quarta più parlata nel mondo ed è quella più parlata nell’emisfero sud.

    Ė grazie al colonialismo del Portogallo e alle continue navigazioni che la lingua portoghese è presente in cinque continenti, dato che è la lingua ufficiale di Portogallo, Brasile, Angola, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, São Tomé e Príncipe e Macao, in Cina. A Goa non è la lingua ufficiale, ma ancora si trovano persone che lo parlano, effetto di più di 400 anni di dominio portoghese.

    Dei quasi 270 milioni di parlanti portoghesi nel mondo, 210 sono brasiliani, spesso riconosciuti come parlanti del “brasileiro”, ovvero il brasiliano. Negli altri paesi, invece, troviamo diverse forme di creolo, derivate sempre dal portoghese.

    Dunque, tutte le diversità di questa lingua, in verità, compongono un multiverso e non una unità linguistica. E allora cosa si intende quando parliamo di lingua portoghese? Questa è una domanda davvero complessa che merita un nuovo articolo per essere spiegata.