
In un articolo scritto in precedenza sul blog, abbiamo visto che il portoghese è la quinta lingua tra le dieci più utilizzate dagli utenti di Internet nel mondo, dietro solo a lingue colossali come l’inglese, il cinese, lo spagnolo e l’arabo. Per quanto riguarda i siti web, il portoghese occupa la settima posizione. Occorre, inoltre, ricordare che nel mondo ci sono poco più di 270 milioni di parlanti portoghesi, di cui circa 11 milioni sono nativi portoghesi, mentre 210 milioni sono brasiliani e più di 60 milioni originari degli altri Paesi lusofoni distribuiti tra Africa e Asia.
Da questi dati possiamo concludere che la maggior parte dei siti esistenti sul web in lingua portoghese hanno un’estensione di dominio “com.br“ e che, di conseguenza, la predominanza del portoghese brasiliano si riflette anche negli strumenti di traduzione automatica online, come il Google Translate. Di solito, uso questo strumento come traduttore di parole isolate che spesso possono suscitare molti dubbi e che devo confrontare con altre fonti. Ho notato che in qualsiasi traduzione dall’inglese al portoghese il risultato è un misto di portoghese europeo e brasiliano sia nell’ortografia, sia nel vocabolario e nella grammatica, ma che in ogni caso viene sempre privilegiata la variante brasiliana.
Sebbene Google Translate sia notevolmente migliorato in diverse combinazioni linguistiche, tra cui l’inglese-portoghese e viceversa, c’è ancora molto da fare. Un problema serio di Google Translate è che non vengono rilevati gli errori di battitura nel testo di partenza e questo non evita di fornire una traduzione scadente o completamente errata. Un altro fattore critico è l’incapacità di individuare le differenze culturali, che non mancano nel mondo lusofono. In questo caso, il lavoro del traduttore è più che necessario, poiché evitare un disastro diplomatico è ancora uno dei nostri compiti principali quando traduciamo!
Un ottimo e più recente strumento è Deepl, che ha migliorato notevolmente la qualità della traduzione automatica. Questa risorsa, che si avvale di una traduzione automatica neurale (NMT), garantisce un’accuratezza 6 volte superiore a quella di altri traduttori automatici. Deepl è in grado di riconoscere alcune sfumature, modi di dire (non sempre!) e, soprattutto, di ignorare gli errori di battitura, “indovinando” ciò che avrebbe dovuto essere scritto. Inoltre, nel caso del portoghese, permette di scegliere tra quello europeo e quello brasiliano. Ma… C’è sempre un però.
In base alla mia esperienza, mi sono resa conto che Deepl ci fornisce ancora un mix lessicale e grammaticale tra le due varianti, mentre, per quanto riguarda l’aspetto ortografico, ignora completamente l’accordo ortografico del 2009. Cioè, per Deepl, “electricidade” (elettricità in italiano) sta per il portoghese europeo e “eletricidade” per quello brasiliano, sebbene sia noto che, dopo l’accordo ortografico, quella lettera “c” `in più nella variante europea è decaduta ortograficamente, poiché non viene pronunciata. Preferisco, però, chiudere qui questa parentesi, perché si tratta di un capitolo spinoso e polemico della nostra lingua, tenendo presente anche che l’accordo ortografico è solo un accordo e non una legge da rispettare.
Ci sono anche alcune imprecisioni nell’uso del pronome “você” e del gerundio (usi completamente diversi tra Brasile e Portogallo), oltre a problemi legati al lessico; ad esempio, in una traduzione dall’italiano al portoghese, Deepl ha insistito nella soluzione “guarda-chuva” (ombrello) come traduzione di “ombrellone”, quando quella corretta sarebbe “guarda-sol“.
Tuttavia, nonostante i progressi e i miglioramenti raggiunti negli ultimi anni dai traduttori automatici disponibili sul mercato, possiamo affermare che essi non possono ancora sostituire il lavoro di un traduttore. Un traduttore madrelingua è essenziale per individuare gli errori e le imprecisioni che possono emergere da una traduzione automatica. È colui che identifica un aspetto culturale, un nuovo modo di dire, una sfumatura linguistica mirata alla comunicazione e riconosce anche le regole grammaticali e sintattiche in frasi più complesse. Il traduttore è ancora il miglior localizzatore, una bussola per le parole, che aiuta a costruire i ponti e le vie della comunicazione efficace.
